Coppia di polsini artigianali ricavati da un asciugamano di lino di corredo familiare, con merletto di cotone recuperato. Ricamati a mano con i versi finali del poema Invictus di William Ernest Henley, sono oggetti indossabili dedicati alla resilienza e alla libertà interiore.
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Descrizione
Coppia di polsini realizzati recuperando il merletto di cotone di un asciugamano in lino proveniente da un corredo familiare. Un tessuto destinato alla cura del corpo viene trasformato in un minimo territorio mobile indossabile, assumendo la funzione di talismano quotidiano.
Su ciascun polsino è ricamata a mano una delle frasi finali del poema Invictus di William Ernest Henley: “io sono il padrone del mio destino” e “io sono il capitano della mia anima”. Le due affermazioni si completano quando le mani entrano in relazione, accompagnando il movimento e l’azione.
Composto nel 1875, Invictus è un inno alla resilienza e all’autodeterminazione. Il poema afferma l’esistenza di uno spazio inviolabile dentro l’individuo, una soglia che nessuna condizione esterna può conquistare. Le parole ricamate diventano una formula di autodeterminazione, ripetuta silenziosamente attraverso il gesto.
I polsini indossati diventano segni discreti di forza personale. Oggetti di origine domestica e fragile assumono una funzione simbolica: ricordare che la libertà più profonda coincide con la sovranità su se stessi.
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